conferenza DGTVi – napoli 2006 – raccolta materiali

Un maggiore impegno da parte del servizio pubblico, la realizzazione di una offerta gratuita semplice, forte e coordinata, e la definizione di chiare regole da parte del Governo: sono i punti principali emersi alla seconda conferenza nazionale del DGVTi, il consorzio che ha l’obiettivo di promuovere in Italia la diffusione della piattaforma digitale terrestre.
Per i maggiori operatori televisivi, riuniti nella cornice di Castel dell’Ovo a Napoli, quella del 13 e 14 luglio è stata l’occasione del raggiungimento della consapevolezza e di una presa di coscienza dei propri limiti. Se da una parte incoraggiano i risultati raggiunti, che dal dicembre 2003 ad oggi, con la vendita di tre milioni di carta prepagate per la pay per view e la distribuzione di quattro milioni di decoder interattivi, hanno fatto di quello italiano il secondo paese europeo per diffusione di set-top box digitali, dall’altra, terminata l’euforia della crescita incentivata da contributi statali, emergono inesorabili i punti di debolezza di una vendita di decoder rallentata nei primi mesi del 2006 e troppo legata alla ciclicità dei prodotti a pagamento, e di una debole offerta di contenuti esclusivi e gratuiti.
Dalle analisi delle esperienze e dei consumi europei riportate nel corso dei lavori, è emerso il quadro di un sistema televisivo che sta percorrendo la strada della separazione in due aree distinte: quella delle televisioni gratuite, sempre più impoverite dalla fuga dei contenuti pregiati quali calcio, cinema, sport, intrattenimento per bambini, e quella delle televisioni a pagamento, entrate ormai nelle abitudini di spesa delle famiglie di tutta Europa. Il rischio è di una divisione sempre più netta fra le famiglie dotate di consistenti disponibilità economiche e quelle meno abbienti o non intenzionate a spendere per i contenuti televisivi; una distanza che rischia di rappresentare un fattore di separazione culturale e sociale.
Emerge quindi il ruolo a cui la televisione digitale terrestre, minata da quella che è stata più volte definita come una “gestione precedente dagli esiti non felici”, può e deve aspirare nel panorama mutevole e complesso dei media digitali: il DTT come una terra di mezzo, una piattaforma televisiva che abiliti la totalità della popolazione televisiva ad una multicanalità di valore, con un’offerta di contenuti esclusivi realizzata anche da nuovi editori ed eventualmente arricchita da contenuti a pagamento consumabili secondo
disponibilità ed interesse. Un “servizio televisivo universale” al quale la tv digitale terrestre si candida in virtù delle caratteristiche strutturali che la contraddistinguono, ed al quale deve tendere come obiettivo di una seconda rifondazione della piattaforma.
E’ su queste linee che i fondatori del DGTVi hanno annunciato a Napoli la nascita, entro il dicembre del 2006, di TIVU’: un marchio, mutuato dall’analoga esperienza inglese di Freeview, che raccoglierà in un unico contesto le iniziative free-to-air dei principali
broacaster italiani e delle locali che vorranno unirsi all’iniziativa. Poche chiare regole di sistema, una promozione congiunta del brand, la gestione unitaria dei rapporti con le istituzioni e gli attori del mercato: da Tivù, e da chiari e precisi indirizzi programmatici dettati dal Governo, dovrebbe partire la nuova via per la transizione italiana verso una televisione digitale.

Key4Biz raccoglie i materiali della seconda conferenza della tv digitale terrestre organizzata dal DGTVi a Napoli il 14 e 15 luglio del 2006.

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