ISTAT: famiglie ed ICT

L’Istat pubblica una ricerca relativa alla diffusione delle Information Communication technologies fra le famiglie italiane.
Ne emerge che Il 25% delle famiglie ha un’antenna parabolica (dal 23,6% del 2005), il 15,2% il decoder digitale terrestre (dal 12,5%) mentre è ancora bassa (3,9%) la quota di quelle che possiede la tv via cavo. Rispetto al 2005 aumenta soprattutto il possesso del cellulare (dall’80,8% all’82,3%) e del personal computer (dal 43,9% al 46,1%). L’accesso ad Internet è piuttosto stabile (dal 34,5% al 35,6%) ma migliora la qualità della connessione usata per accedere ad Internet da casa: diminuisce la quota di connessioni a banda stretta (modem su linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn) che passa dal 21,6% al 18,7% e aumenta, invece, la quota di famiglie con connessione a banda larga (linea telefonica ADSL o altro tipo di connessione a banda larga) che passa dall’11,6% al 14,4%. Infine, nel 2006 il possesso di lettore DVD presenta livelli quasi paragonabili a quelli del videoregistratore.
Questa tecnologia è infatti in forte calo (dal 66,8% al 63%) e nei prossimi anni sarà probabilmente sostituita dal piú moderno e versatile lettore di DVD.
In Italia, ad ogni modo, i beni tecnologici piú diffusi sono la televisione, presente nel 93,9% delle famiglie e il cellulare. In particolare, il televisore è uno dei beni che è stato interessato dalle maggiori trasformazioni. L’87,8% delle famiglie possiede ancora il televisore analogico di tipo tradizionale, mentre il 5,2% delle famiglie possiede un televisore digitale.
Le famiglie con almeno un minorenne sono le piú tecnologiche (il 69,7% hanno un pc e il 51,8 una connessione a Internet), mentre quelle costituite da soli anziani continuano a subire il digital divide (solo il 5,55 ha un pc e il 2,8% una connessione a Internet). Ancora differenze sociali permangono poi tra chi ha di prodotti hi-tech e chi no. Nelle famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista il cellulare (96,3%) ha superato la televisione (94,5%), mentre tra le famiglie con capofamiglia operaio e quelle in cui il capofamiglia è dirigente, imprenditore o libero professionista c’è una differenza di circa 30 punti nel possesso di personal computer e di 37 punti nel possesso di accesso ad Internet. Le differenze dovute al territorio sono piú ridotte rispetto a quelle generazionali e per status sociale, con un divario che non supera quasi mai i 10 punti percentuali. In generale, sono le famiglie del Centro e del Nord ad avere le quote piú elevate di beni tecnologici. Il cellulare, ad esempio, è piú diffuso nell’Italia nord-orientale (85,1% delle famiglie) e meno in quella meridionale (77,8%); il personal computer è diffuso in uguale misura al Centro e nel Nord (oltre il 48%) e meno nelle Isole (40,5%).
In ottobre 2006 invece, una ricerca Nielsen/Netratings stima in 20 milioni gli italiani che hanno accesso alla Rete.

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