Internet, user generated video e modelli di business

Nova 24 ore riassume il clamore suscitato nel 2006 dagli user generated content sulla Rete e dai sistemi di aggregazione dei contenuti video. Sulla versione cartecea dell’inserto del quotidiano, Paolo Valdemarin segnala invece, in un articolo sugli aspetti economici del web 2.0, le iniziative di Revver, che si comporta come una concessionaria di pubblicità di chi carica un contributo, e inserisce dei link promozionali in qualche modo relazionati al tag del video, dividendo con il creatore il guadagno in caso di click. E quello di Flixya, che aggrega contenuti uploadati su altri portali e li presenta aggiungendoci link adSense e dividendo eventuali guadagni con chi ha prodotto il filmato.

[update 19.01.07] Riprendendo il tema dei modelli di business collegati alla fruizione di contenuti video user generated dalla Rete, Tommaso Tessarolo elenca alcune esperienze che ricordano più che altro le idee bizarre e fortunate di Alex Tew e della sua million dollar home page (che ora ci riprova con pixelotto).
Quanti imitandolo riusciranno a guadagnare cifre di quel livello?
Possiamo realmente parlare di modelli di business in questi casi? 

[update 30.01.07] Al World Economic Forum di Davos, Chad Hurley ha annunciato che in un paio di mesi YouTube creerà un meccanismo di revenue sharing che prevederà l’inserimento di brevi parti pubblicitarie all’inizio dei filmati.

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