due modelli di tv via Internet, ed alcuni numeri sul loro futuro

Nel 2010 la IPTV espanderà il suo business a 2.6 miliardi di euro, rappresentando il 12% del mercato europeo della pay-tv; e la crescita dei mercato degli User Generated Content sarà ancora più alta, quando nel 2010 poterbbe superare i 2 miliardi di euro, pari al 18% del mercato pubblicitario europeo su Internet.  E’ quanto emerge dal rapporto “The creative industry: IPTV, User Generated Content and social networks” pubblicato oggi dalla società di consulenza sull’economia digitale ITMedia Consulting.
Il rapporto pone l’attenzione sui due tipi di modelli a cui ci si riferisce quando si prova ad immaginare il modo in cui Internet potrebbe recapitare i contenuti audiovisivi sul televisore degli utenti: quello dell’IPTV, che prevede il re-broadcasting di flussi live di altre emittenti ed il Video On Demand (o VOD) di contenuti principalmente professionali, e quello di un’ancora ipotetica web-tv, che lascerebbe all’utente un ruolo attivo sia nella selezione che nella eventuale produzione di contenuti.
Secondo la ricerca, le esperienze di IPTV stanno crescendo con risultati inferiori alle previsioni. I valori odierni di diffusione sembrano scontare le difficoltà intrinseche di una fase di avvio, che prevede la traslazione di una piattaforma di broadcasting sull’infrastruttura di una rete a banda larga e che comprende la necessità di collegare gli utenti alla rete a banda larga e di distruire nelle case un apposito decoder. Ad oggi le uniche iniziative italiane attive sono quelle di Alice Home Tv di Telecom Italia e FastwebTv, e nei prossimi anni le esperienze di questo tipo a livello europeo dovrebbero contribuire al’aumento del mercato delle pay-tv da 12.2 a 22.5 miliardi di euro solo per il 12.5%: un po’ poco per far parlare di rivoluzione. Nel dettaglio, i ricavi dell’IPTv dovrebbero passare dai 374 milioni del 2006 ai 1.116 del 2010, ai quali però si aggiungerebbero quelli derivanti dal VOD, che aumenteranno da 292 a 1223 milioni di euro diventando in assoluto la prima voce di entrata.
Diverso sembra essere il discorso per i contenuti audiovisivi generati dagli utenti. In una intervista rilasciata ad Affari e Finanza di Repubblica del 26 febbraio 2007, il direttore generale di ITMedia Consulting Augusto Preta spiega come questo tipo di contenuti abbiano rappresentato la vera novità degli ultimi mesi e come “stiano ormai uscendo dall’ambito originario di fenomeno sociale […] per cominciare ad assumere i connotati di un vero e proprio mercato”. “Gli investimenti pubblicitari generati […] dai portali di distribuzione di contenuti UGC come YouTube, MySpace ed altri”, spiega ancora Preta “hanno generato ricavi per 180 milioni di euro, il 3% del mercato di Internet”. Il peso degli investimenti in questo settore nel 2010 dovrebbe, secondo i calcoli di ITMedia, raggiungere i 2 miliardi di euro, rappresentando in questo modo ben il 18% del mercato. Numeri che fanno ben sperare, e che spingerebbero ad individuare nell’advertising il modello di business della web-tv.

Nel frattempo,  a conferma del fatto che l’industria è per ora interessata principalmente al primo dei due tipi di televisione su IP, in occasione dell’IPTV world forum che si terrà a Londra dal 5 al 7 marzo, il worldwide Director of Marketing and Communications di Microsoft, Ed Graczyk, dovrebbe presentare le funzionalità IPTV della console Xbox 360.

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