DTT: LCN a Cagliari, fissato switch-off in Valle d’Aosta e delibera AGCom 109/07/CONS

Dal 22 marzo 2007, è disponibile nell’area all digital di Cagliari la funzionalità di numerazione automatica dei canali sintonizzati. Il sistema di Logical Channel Numbering (o LCN) replicherà per la televisione digitale terrestre la numerazione standardizzata dei canali già in uso per i programmi trasmessi sul satellite, assegnando ad ognuno dei broadcaster una posizione predefinita sui tasti del telecomando. Con le Rai ai primi tre posti, le Mediaset ai successivi, La7 ed MTV al 7 ed all’8 e poi a seguire gli altri canali, la lista elaborata dal DGTVi e condivisa con l’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni rappresenta il primo passo per la trasformazione della tv digitale terrestre in Italia in una piattaforma percepita come unitaria dagli utenti. La lista completa delle posizioni dei canali supportata dai 25 decoder in grado di gestire le segnalazioni è disponibile qua.

In Valle d’Aosta intanto prosegue l’iter per lo switch-off parziale: l’assessore regionale all’innovazione Aurelio Marguerettaz ha confermato che lo spegnimento delle frequenze analogiche di RaiDue e Retequattro sulle zone di Aosta e di altri 16 comuni avverrà il 16 aprile 2007; a partire dal 26 marzo 2007 ripartirà quindi l’erogazione del contributo di 70 euro per l’acquisto di un decoder.

Il 16 Marzo l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato infine sulla Gazzetta Ufficiale una delibera che disciplina la cessione del 40% della capacità trasmissiva delle frequenze digitalizzate. Allo scopo di accellerare le condizioni per un’offerta di qualità sulla tv digitale terrestre, e per favorire il pluralismo nel sistema televisivo, l’Autorità assegnerà con una procedura competitiva una banda di almeno 9 Mb/s nei multiplex digitali di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media ad editori indipendenti, emittenti nazionali che vogliano uniformare la propria copertura o emittenti locali che non dispongono di impianti di trasmissione digitali. I relatori del provvediamento Michele Lauria e Stefano Mannoni hanno evidenziato come quello dell’assegnazione a terzi della capacità trasmissiva sia <<un progetto a cui l’Autorità punta molto per incrementare la presenza di nuovi operatori sulla TV digitale pur in presenza di una scarsità di risorse frequenziali, in gran parte già occupate>>.
Entro metà aprile, le emittenti in oggetto dovranno quindi consegnare all’AGCom un rapporto relativo alla propria capacità trasmissiva, una notifica dei contratti già in essere con altri editori ed il quantitativo dell’improbabile spazio di banda rimasto libero nei multiplex di loro proprietà. A quel punto, l’Autorità dovrebbe aver già disciplinato la gara di assegnazione ed aver determinato i parametri che saranno valutati nelle scelte di assegnazione.
Fra gli elementi che saranno valutati nel corso della procedura competitiva, si conteranno sicuramente l’offerta economica (il costo al Kbit/S pagato al network operator), la credibilità imprenditoriale e la qualità dei programmi proposti dall’editore richiedente. Secondo la delibera, un terzo della capacità trasmissiva sarà assegnata ad editori indipendenti, un terzo alle emittenti nazionali che vogliano completare la copertura del proprio segnale, ed un terzo alle emittenti locali.
E’ in particolare su quest’ultimo punto che si sono concentrate le polemiche. Se infatti l’associazione delle tv private FRT ha salutato con entusiasmo l’iniziativa dell’Autorità definendola <<un provvedimento che favorisce il pluralismo e agevola la transizione, venendo incontro alle esigenze degli operatori, e una dimostrazione della competenza e della sensibilità dell’Organismo di garanzia>>, l’associazione di categoria AERANTI Corallo, che raccoglie imprese radiotelevisive locali, satellitare e via internet, ha chiesto al TAR del Lazio l’annullamento della delibera. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 21 marzo, il coordinatore dell’associazione Marco Rossignoli ha ricordato come le potenzialità della trasmissione digitale terrestre debbano essere necessariamente accessibili anche alle tv locali ed ha evidenziato come la maggioranza delle emittenti <<non potranno accedere alla capacità trasmissiva in questione e quindi non potranno sviluppare la propria presenza nel mercato digitale durante la fase di transizione alla nuova tecnologia>>. Limitate dal fatto di possedere spesso una sola frequenza di trasmissione, le tv locali secondo Rossignoli possono trasmettere in DTT solo nelle ore notturne per non perdere nelle ore diurne quello che è tuttora il prioritario bacino di ascolto sull’analogico. Per garantire quindi un accesso competitivo sul digitale terrestre, l’associazione chiede all’Autorità di rivedere i criteri della delibera che riservano alle tv locali solo un terzo della capacità trasmissiva in eccesso dei grandi network, e che limitano le richieste alle imprese che non dispongono di propri impianti di trasmissione digitali. Un’incongruenza che sembra non tenere conto del fatto che quasi tutte le tv locali, secondo l’art. 25, comma 11 della legge n.112/04 e la determinazione 20 giugno 2005 del Direttore Generale della DGSCER del Ministero delle Comunicazioni, hanno dovuto cominciare a trasmettere almeno 24 ore settimanali in digitale per vedere prolungata la propria concessione analogica oltre il luglio 2005.

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